Scritto da: claudia | Data di pubblicazione: Marzo 1, 2022
Nella guerra in Ucraina cadranno anche la pace e l’ambiente, parte integrante del primo rapporto sull’azionariato critico della Fondazione
Fra le tante disgrazie che la guerra in Ucraina lascerà sul terreno, oltre ai morti civili ucraini, ce ne sono due che vogliamo sottolineare e che hanno a che fare con il nostro azionariato critico, di cui qui presentiamo il nostro primo rapporto per il 2021.La prima è la ripresa in grande stile della produzione e del commercio degli armamenti.Vuoi per armare chi si difende o per rafforzare chi attacca, chi si ingrassa comunque sono i produttori di armi e lebanche che li finanziano.Questa però è una enorme disgrazia perché, per quanto possa far crescere i dividendi che gli azionisti delle industrie degli armamenti incassano alla fine dell’anno e gli impieghi delle banche che le finanziano, le armi costruite e esportate sono fatte per essere usate, prima o poi..@ArciNazionale e @RetePaceDisarmo hanno più volte denunciato la spropositata corsa al riarmo che ha effetti negativi. L’economia militare non conosce né crisi e le responsabilità dei Paesi produttori ed esportatori di #armi, Italia compresa, sono enormi.https://t.co/dyXXzULRcn
— Rete Italiana Pace e Disarmo (@RetePaceDisarmo) February 23, 2022
L’Azionariato critico sui produttori di armi
Noi incontriamo nel nostro azionariato critico alcuni di loro. Leonardo SpA, la maggiore impresa italiana per volumi produttivi ed esportazioni, presenta ogni anno rendiconti finanziari ragguardevoli e buoni dividendi. Chi incassa? In primo luogo il Governo italiano ,che detiene il 30,2% delle azioni; il 48,8% sono investitori istituzionali, quindi chissà, forse senza saperlo anche chi ci legge e acquista fondi, tranne quelli di Etica Sgr, si può trovare nel proprio portafoglio azioni di Leonardo.Nel nostro azionariato critico con Leonardo da sempre mettiamo l’accento sulla necessità di aumentare il peso della produzione civile rispetto a quella militare. Come si può vedere nel nostro report nella sezione Domande e risposte, spesso queste ultime assai evasive. Ma come potrete leggere, è la spesa militare che continua ad aumentare, raggiungendo nel 2021 il 73% del fatturato.Anche con Rheinmetall il nostro azionariato critico ha sortito un risultato interessante. Rheinmetall, ricordiamo, è l’impresa tedesca proprietaria della RWM italiana produttrice delle bombe vendute all’Arabia Saudita e da queste usate in Yemen.Dato che il management non risponde, da anni, alle nostre richieste, ci siamo rivolti al Comitato etico del Fondo Sovrano Norvegese, il più grande fondo pensioni del mondo: a loro abbiamo chiesto una policy che portasse al disinvestimento da imprese come Rheinmetall. Il Parlamento norvegese, maggiore azionista del Fondo, ha effettivamente deliberato in tal senso e quindi è lecito attendersi un disinvestimento del 2,69% del Fondo da Rheinmetall.Again with German #rheinmetall bombs produced in Sardinia, Italy? @ECCHRBerlin @kkvignarca @mwatanaen @urgewald @distefanonova @Valori_it @beretta_g https://t.co/slrMRnoohK
— Mauro Meggiolaro (@meggio_m) August 9, 2018