Scritto da: claudia | Data di pubblicazione: Marzo 20, 2020
Crisi climatica e Corona virus: due emergenze e due minacce globali del nostro tempo che presentano specificità, eppure inaspettati collegamenti. Certamente reazioni diverse da parte della comunità internazionale e dei diversi attori presenti sulla scena.
Ci sono delle lezioni da imparare da questa crisi pandemica anche per quella climatica.
Spesso di segno contrastante.
Intanto, ve n’è una generale che attiene a come gli Stati e la comunità internazionale si sono dimostrati – in gradi diversi – capaci di indurre cambiamenti (talvolta forzati) nelle abitudini e stili di vita nei cittadini per contrastare la minaccia del virus. Perché è stato possibile per il Corona virus e non per i cambiamenti climatici? Ovviamente perché il virus ha prodotto perdite di vite umane qui ed ora, immediate e vicine a noi, dentro le nostre comunità, senza che né la politica né la tecnica ne avessero il controllo.Un “nemico” capace di colpire con grande velocità ed efficacia e con una evidenza immediata. Mentre i cambiamenti climatici, che hanno potenzialmente e a larga scala degli effetti ben più devastanti, colpiscono con effetti più dilazionati nel tempo, in luoghi e modi più prevedibili e quindi dandoci l’illusione di avere sotto controllo il fenomeno. È’ una pericolosa illusione, però è così.Ovviamente, tanto per il virus che per il clima abbiamo avuto i “negazionisti”, i “minimizzatori”, i “cinici”: come il premier britannico Boris Johnson con la sua teoria dell’immunità di gregge a fronte della quale si è detto pronto a sacrificare 318.000 cittadini. Ma in entrambi i casi, questi si sono dimostrati pericolosamente fallaci.Da regimi autoritari e autocratici (come la Cina) e da regimi democratici (come l’Italia e altri paesi europei), in paesi retti da leader populisti (Trump, Putin) e in repubbliche parlamentari (di nuovo, l’Italia mi sembra il caso più interessante). Un fenomeno interessante da osservare per i politologi ma, credo, di un qualche rilievo perché dimostra anche la forza (e anche la responsabilità) insospettabile della politica in regimi politici così diversi, anche in quelli in cui la politica da tempo si è ritratta dal ruolo di primo attore.Allo stesso tempo, però, viene in evidenza la capacità delle comunità di mettere in campo risposte di cooperazione e coesione sociale che sono una risorsa importante, ben oltre la crisi immediata. Certo, anche qui non in modo univoco: penso ai cittadini in fuga dalle zone contagiate per cercare rifugio nel litorale delle case estive, o la riluttanza iniziale di alcuni paesi membri della UE ad attivare aiuti materiali per il paese membro più colpito. Ma il segno prevalente è quella della solidarietà.Ma questi cambiamenti di stili di vita e di organizzazione sociale, sono stati ottenuti da regimi politici assai diversi l’uno dall’altro.